blues

Stormy Monday Blues

Non sono ancora le 8 di mattina. Al distributore l’addetto sta facendo il pieno di metano all’auto accanto alla mia. Il cliente, in abito grigio e taglio di capelli alla Adso (ve lo ricordate l’assistente di Sean Connery nel Nome della Rosa? Lui, ma con la frangetta più corta), ascolta, ammutolito, il racconto raccapricciante di qualcosa che intuisco essere un incidente stradale. Origlio. Il benzinaio ci va giù pesante e descrive la scena di quei poveretti arsi vivi, dei soccorsi e dell’odore. Conclude, filosofico, “Meglio morire annegati”.

È il mio turno e sono scossa. Provo a buttarla sul meteo: “Freddino, no?”. Senza nessuna logica finisco ingavonata in un’articolatissima lezione sul metano: a quante atmosfere esce dal distributore, come si formano le bolle di metano e quali effetti devastanti possono avere in mare e in cielo. Ho ancora i riflessi lenti. Quando è successo che siamo passati dalla dissertazione generale al triangolo delle Bermuda e agli incidenti aerei? Moltissimi altri interrogativi mi assalgono. Intervengo. “Quant’è?”

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