amarcord

racconti di famiglia

Nei pomeriggi oziosi delle estati all’isola paterna, capitava che  a mio padre, seduto in giardino a bere il caffè, venisse in mente di chiedere conto ai nonni di qualche parente la cui fama si perdeva nella notte dei tempi. Per noi, bambini, questi racconti avevano il fascino delle leggende, il sapore del deposito di zucchero e caffè nel fondo delle tazzine che ci permettevano di scavare con i cucchiaini e l’odore di antico delle foto che nonna tirava fuori, solennemente, da chissà quale nascondiglio segreto.

“E zia Antonia?”  Zitti zitti ci preparavamo ad ascoltare.

Zia Antonia, sorella minore della mia bisnonna da parte di nonno, ultima quattro figli, era maritata con zio Bartolo, capitano di vascello. In famiglia tutti la consideravano un po’ stonata per quel suo modo stravagante di gesticolare mentre passava, senza nessi, da un argomento all’altro. Zio Bartolo, uomo taciturno, garbato e affettuoso, quando era a terra se ne stava spesso chiuso in se stesso. Di lui si sapeva che era proprietario del vascello con cui trasportava mercanzie in tutto il Mediterraneo. Parlavano di Malta, Tunisia, Spagna, di vasellame, tessuti, vino e olio… Nessuno conosceva i dettagli della sua vita in mare, tranne che vi aveva trascorso gran parte della sua esistenza. Chi lo sa se era presente alla nascita dei suoi figli. “Aspetta, quanti erano?” Erano quattro, contava nonno con le dita: tre maschi e una femmina, maritata anch’essa ad un marinaio. Quando i grandi, sussurrando, parlavano una lingua in codice, era chiaro che ci stavano nascondendo qualcosa di saporito. Pare che zio Bartolo, una vota sbarcato definitivamente, passasse le sue lunghe giornate seduto di fronte alla finestra in silenzio, con la pipa in bocca e lo sguardo verso il mare. Una mattina i figli lo trovarono rivolto verso il mare con la pipa per terra. Fu l’ultima volta.

Oggi mi viene da pensare che zia Antonia avesse trovato nelle sue stranezze il modo di sconfiggere la solitudine delle spose del mare e che nei silenzi di zio Bartolo non ci fossero pensieri troppo profondi ma la speranza di far tacere, anche per poco, il fragore delle onde che ancora si infrangevano nella sua mente.

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