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Muro del suono

veliero

Ogni notte, meglio del canale 16, mia nonna, dalla sua camera da letto, trasmetteva a tutto volume il bollettino dei naviganti. Io, d’estate, dormivo nella stanza accanto alla sua. Resistevo fino al Medio Tirreno prima di alzarmi, andare da lei e stare lì a guardarla dormire della grossa, radio al massimo e abat-jour accesa. Non potevo spegnere la luce e, men che meno abbassare il volume; si sarebbe svegliata. Tornavo a letto, dall’altra parte della parete, e, unica testimone del suo quotidiano tributo ai marinai, fissavo il vuoto fino al Mare di Alborán.

Certe notti penso a voi, naviganti.

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