blues

Pesce fuor d’acqua

josephine

credits: http://www.penelope-jolicoeur.com/

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Elogio dell’imperfezione

Ira Sullivan voleva solo suonare e ammetteva candidamente di non sapere leggere la musica troppo bene. Julia Child sosteneva che in cucina non si dovesse mai chiedere scusa. Quentin Blake incoraggiava i “geniali incompetenti incompresi” a disegnare con successo.

Mi metto comoda e, come nella Metamorfosi di Caputo, mi faccio due risate sui miei limiti. E’ un buon inizio.

 

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Mal di terra

A volte succede. L’odore del mare mi assale, mi entra nello stomaco e se ne va: un’allucinazione olfattiva che si presenta nei momenti più impensati e si insinua nei luoghi più disparati. Le sono affezionata, come lo sono a tutte le altre che, quando arrivano, anticipano le stagioni, abitano luoghi lontani e riaccendono amori dimenticati. Nei brevissimi istanti che durano cerco di trattenere le infinitesime sfumature che le compongono e, mentre svaniscono, mi arrendo a un denso languore che conosco benissimo.
Il mare lo fa, mi fa languida e torpida quanto basta per essere imperturbabile. Lo fa nella promessa di una partenza e nell’attesa di un arrivo attraverso una strada di aria e acqua. Anche quando è solo un’allucinazione.

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Stormy Monday Blues

Non sono ancora le 8 di mattina. Al distributore l’addetto sta facendo il pieno di metano all’auto accanto alla mia. Il cliente, in abito grigio e taglio di capelli alla Adso (ve lo ricordate l’assistente di Sean Connery nel Nome della Rosa? Lui, ma con la frangetta più corta), ascolta, ammutolito, il racconto raccapricciante di qualcosa che intuisco essere un incidente stradale. Origlio. Il benzinaio ci va giù pesante e descrive la scena di quei poveretti arsi vivi, dei soccorsi e dell’odore. Conclude, filosofico, “Meglio morire annegati”.

È il mio turno e sono scossa. Provo a buttarla sul meteo: “Freddino, no?”. Senza nessuna logica finisco ingavonata in un’articolatissima lezione sul metano: a quante atmosfere esce dal distributore, come si formano le bolle di metano e quali effetti devastanti possono avere in mare e in cielo. Ho ancora i riflessi lenti. Quando è successo che siamo passati dalla dissertazione generale al triangolo delle Bermuda e agli incidenti aerei? Moltissimi altri interrogativi mi assalgono. Intervengo. “Quant’è?”